Villa Sassi

Una splendida residenza di fine '600 sulla strada del traforo del Pino, incastonata in un parco di 22 ettari che sembra rinnovare gli incanti delle antiche "dimore di delizia".
Una villa dove soleva rifugiarsi Cavour tra tanta bellezza di quadri, mobili e dettagli d'ambiente quando i suoi impegni di statista gielo permettevano.
Villa Sassi può a buon diritto ritenersi l'arioso pendant extraurbano. La stessa preziosità di toni, contemperata da un'egual discrezione tutta torinese. Lo stesso scrupolo filologico nel ricreare un contesto d'altri tempi, volto però a sedurre più che a sbalordire, ad alludere più che a sottolineare.
La struttura planimetrica a "C" fornitaci dal Grossi risulta già variata all'inizio dell'800, quando venne aggiunto un corpo di fabbrica sul lato Sud. Il complesso della vigna, che il Grossi descrive come «costituita da un grandioso palazzo ornato a due parti da deliziosi giardini sopra un artefatto poggio [...]», fu ampliata ancora dai Marchesi della Chiesa di Roddi e Cinzano che tennero la proprietà sino al 1832 vendendola poi al Cav. Antonio Nomis di Pollone.
La struttura attuale del giardino è il risultato di una riplasmazione ottocentesca e la recente trasformazione della villa in albergo-ristorante ne ha variato sostanzialmente l'immagine esterna e la distribuzione interna.

   

Il parco di Villa Sassi insignito dal portale "I parchi più belli d'Italia", azienda che monitora tra oltre 1000 parchi e giardini con lo scopo di valorizzare l'inestimabile patrimonio architettonico e paesaggistico presente nella nostra penisola.


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